Eticonomia si sta trasformando.
Dopo i primi anni di frenetica attività nel campo della finanza etica, dell'economia
solidale e della lotta nonviolenta l'associazione si sta interrogando sui risultati ottenuti
e sul modo più efficace per dare voce alle proprie istanze.
La ripresa delle attività, così come l'aggiornamento del sito, è
prevista per il prossimo autunno.
Assolti i pacifisti che fermarono i
"treni della morte"
Un lungo applauso liberatorio, nell'austera Aula della prima sezione della Corte d'Appello di
Venezia, ha salutato la definitiva sentenza assolutoria per i 17 nonviolenti imputati del reato
di blocco ferroviario perché "in concorso tra loro ostruivano ed ingombravano i binari
d'entrambe le direzioni di corsa della ferrovia con la presenza fisica ed anche sdraiandovisi
sopra, al fine di impedire la libera circolazione di un convoglio viaggiante con precedenza
assoluta e recante forniture militari con destinazione Livorno e per il Golfo Persico".
Il processo di primo grado (Tribunale di Verona, 27 gennaio 1997), durante il quale il Pubblico
Ministero aveva chiesto una condanna a 10 mesi di reclusione, si era concluso con l'assoluzione
"perché il fatto non sussiste". Lo scorso 24 febbraio la Corte d'Appello di Venezia ha
confermato la sentenza di assoluzione con la stessa formula.
Nelle motivazioni si legge tra l'altro che "l'azione [è stata] comunque posta in essere
per salvare delle vite umane compromesse dall'arrivo in Iraq dei carrarmati trasportati sul
convoglio [...] una manifestazione nonviolenta a carattere meramente simbolico rientrante
nell'ambito dei diritti costituzionalmente garantiti ed in particolare quello della libera
manifestazione del pensiero con riferimento al ripudio della guerra come mezzo per risolvere le
controversie internazionali (forse per trovare un po' di spazio sui mass
media impegnati in quei giorni in una gara generale di conformismo, nel cercare di
convincere, appiattendosi acriticamente sulla posizione assunta dal governo allora in carica,
l'opinione pubblica italiana che quella che si andava a combattere in Iraq non era una guerra
ma "un'operazione di polizia internazionale". [...] La manifestazione inscenata dai pacifisti
del Movimento Nonviolento è stato un semplice atto dimostrativo di carattere meramente
simbolico finalizzato a sensibilizzare l'opinione pubblica in ordine al pericolo di risolvere
con le armi le controversie internazionali".
Pace da tutti i balconi
I tre milioni di bandiere arcobaleno esposte in tutta Italia sono un'ulteriore testimonianza
della volontà di pace dei popoli, laddove le politiche dei governi sembrano invece non
conoscere altro linguaggio che quello della violenza. Nella sezione
nonviolenza Leonardo Nunziati spiega perché è
opportuno continuare ad esporre le bandiere della pace dal proprio balcone.
A Prato è possibile acquistare le bandiere della pace presso la bottega del commercio
equo e solidale "Il granello di senapa" (via Magnolfi 72, tel. 0574 22315) oppure scrivendo al
gruppo locale del
MIR/MN.
Sulla questione USA-Iraq, nella sezione documenti
la risoluzione votata nel novembre del 2002 dal Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite per evitare l'intervento
armato, l'appello di Gino Strada, un
editoriale di Linda Rothstein
sulle presunte prove del riarmo del regime di Saddam Hussein, un
articolo di Enrico Chiavacci sulla "dottrina
Bush" e, nella sezione recensioni, un
commento sul libro di William Rivers Pitt Guerra
all'Iraq.
Un libro per chiedere giustizia
Nel luglio del 2001 cominciava una
nuova fase storica per l'Italia dei movimenti: veniva ucciso un ragazzo e si apriva una pagina
oscura per la democrazia italiana con violenze di inaudita gravità su cui non si è
fatto ancora piena luce.
Nel 2003 PeaceLink annunciò la
decisione di raccogliere in un grande dossier le denunce, i racconti e tutte
le informazioni pervenute. Oggi un libro di oltre 600 pagine (e con un grande archivio
multimediale racchiuso in un cd-rom allegato) giunge in tutt'Italia nelle librerie a
disposizione di chi vuole cercare la verità su quei tragici giorni.
"Genova, nome per nome" di Carlo Gubitosa ricostruisce nome per nome le responsabilità di
quelle violenze.
Maggiori dettagli sul sito di PeaceLink.