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Se questa è una prova
di Linda Rothstein - Bulletin of the Atomic Scientists, settembre/ottobre 2002 - l'articolo in versione originale

L'amministrazione Bush ha reso pubblica quella che a suo dire costituisce la prova inequivocabile per sostenere la sua accusa secondo cui l'Iraq sarebbe molto vicino a realizzare un'arma nucleare. Ma un articolo nel New York Times di domenica 8 settembre 2002, ed una serie di commenti rilasciati da alcuni funzionari del Governo nei talk shows di domenica, in realtà suggeriscono proprio il contrario, e cioè che l'Iraq non č pių vicino alla realizzazione di un'arma nucleare di quanto non lo fosse prima della guerra del golfo.
   In un articolo in prima pagina, i giornalisti del Times Michael Gordon e Judith Mugnaio scrivono che secondo alcuni funzionari del Governo l'Iraq sta cercando di procurarsi un tipo particolare di tubi in alluminio progettati per realizzare centrifughe a gas con cui produrre uranio per scopi bellici.
   Come giudicare tutto questo in base a quello che conosciamo sullo stato del programma nucleare iracheno nel 1991?
   Dopo la guerra del golfo, gli ispettori della Commissione speciale delle Nazioni Unite avevano scoperto che, sebbene l'Iraq avesse investito miliardi di dollari per quasi vent'anni per produrre uranio a fini bellici, i suoi sforzi erano sostanzialmente caduti nel vuoto.
   Le tecnologie utilizzate dai tecnici iraheni erano di dzzate dai tecnici iraheni erano di due tipi: una consisteva nella costruzione di enormi "calutroni", una tecnologia arretrata che gli Stati Uniti avevano abbandonato sin dagli anni '40. Per decenni questa tecnologia era stata considerata così primitiva ed inefficiente da ritenere improbabile che qualcuno la utilizzasse, tanto che qualunque cosa uno avesse voluto sapere a questo proposito era ampiamente disponibile nella letteratura scientifica. È difficile dire che cosa l'Iraq avrebbe potuto fare se avesse avuto successo con questo metodo ma, in ogni caso, i calutroni furono distrutti.
   Il secondo metodo, e certamente il più moderno, consisteva nel costruire una "cascata" di centrifughe per separare i costituenti dell'uranio fissili da quelli non fissili. Una cascata consiste in migliaia di centrifughe, tutte in grado di sostenere rotazioni a velocità estremamente alte.
   Gli ispettori avevano scoperto che sebbene gli iracheni avessero richiesto la consulenza di esperti provenienti dalla Germania nella realizzazione delle centrifughe e avessero acquistato acciaio speciale da aziende tedesche e svizzere, avevano finito per rovinare la maggior parte del materiale, non riuscendo a modellarlo correttamente o addirittura danneggiandolo. In sostanza, il programma iracheno nella tecnologia delle centrifughe fu un fallimento. E anche se gli iracheni avimento. E anche se gli iracheni avessero dovuto dipendere nella produzione di materiale fissile dalla tecnologia delle centrifughe, invece che ricorrere al mercato nero, gli esperti sostengono che avrebbero comunque impiegato non meno di cinque o sei anni.
   Ora dovremmo credere che l'Iraq è più vicino alla realizzazione di un'arma nucleare perché sta ricominciando tutto daccapo! Più verosimilmente questa volta l'Iraq questa volta sta cercando di procurarsi materiali differenti con cui costruire le centrifughe, e forse spera di guadagnare tempo ottenendolo già preformato in tubi.
   In maniera alquanto misteriosa, il vicepresidente Dick Cheney ha dichiarato nel corso di Meet the press che non avrebbe rilasciato alcun commento sulle informazioni in possesso del Governo, ma solo su quanto era apparso sul Times: in altre parole era disponibile a commentare solo i pochi fatti accertati. Perciò ha dichiarato che il Governo sapeva solo di un tentativo di acquisto di tubi di alluminio perché, ha detto, "siamo riusciti ad intercettare" quella spedizione. E, ha continuato, per una spedizione è intercettata, quante altre potrebbero essere passate inosservate?
   Queste osservazioni, naturalmente, sollevano più domande di quante risposte riescano a dare. In primo luogo, chi è il "noi" arimo luogo, chi è il "noi" a cui Cheney si riferisce? Il governo degli Stati Uniti? Un alleato? In ogni caso è qualcuno che non ha nome. Questa storia certamente ci lascia il dubbio che qualcuno non abbia fatto tutto quanto in suo potere per scoprire qualche cosa circa il possibile fornitore o i possibili fornitori, se non altro a causa della potenziale violazione dei trattati che pribiscono l'esportazione di articoli industriali per fini bellici.
   Le cose sono divenute ancora più oscure dopo l'apparizione di Condoleza Rice alla trasmissione Late Edition sulla CNN. Anche se le sue dichiarazioni sull'argomento erano di carattere più generale, le sue osservazioni erano più aderenti a quanto rivelato dal Times; in particolare ha dichiarato che "noi" sapevamo di una serie di spedizioni di tubi.
   Non è strana questa storia in cui un funzionario parla di una singola spedizione mentre altri dicono che ce ne sono state un certo numero, e tuttavia nessuno manifesta il minimo interesse nella fonte? Non importa niente a questi soliti anonimi, onniscienti "noi" di chiedere ai presunti fornitori che cosa credono di fare, o di fare pressione su di loro perché la piantino? E perché nessuno nei media è stato in grado di raccogliere un minimo di informazione indipendente o almeno qualche conferma?
   (Un piccolo spunto per chi ha il compito di diffondere nuove "prove" di una aumentata minaccia nucleare irachena: le tubazioni per le centrifughe non sono in realtà così difficili da acquisire o montare quanto i meccanismi che permettono loro di girare ad alte velocità quello che è veramente difficile à fare in modo che quei meccanismi funzionino correttamente e che le migliaia di centrifughe lavorino in sincronia. Si sappia inoltre che se si vuole sostenere che una cascata irachena è già in funzione, bisogna sapere che un tale impianto consuma tanta energia quanto una città di media grandezza; potrebbe allora essere rilevato dal semplice calore che emana. [La frase precedente è errata e non avrebbe dovuto essere inclusa. Separare l'uranio con un metodo di diffusione gassosa, e non il processo di arricchimento tramite centrifuga, consuma grandi quantità di elettricità. Mi scuso per l'errore. L.R.])
   La storia dei tubi di alluminio, ed altre che probabilmente verranno divulgate in futuro, può essere presa per buona da una stampa non abbastanza critica, ma la decisione di fare la guerra è troppo importante per lasciare che il Governo se la cavi così facilmente nel presentarle come spiegazioni razionali. Come ha dichiarato Jon Stewart recentemente al Dail Jon Stewart recentemente al Daily Show riguardo all'atteggiamento dell'amministrazione Bush nei confronti dell'opinione pubblica americana: "Pensano che siamo dei ritardati?"

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