Villa Montalvo o "alla Marina " deve il suo nome al fatto che
fu residenza della famiglia Ramirez de Montalvo per circa tre secoli ed, in secondo luogo,
alla vicinanza al torrente Marina. Il nucleo originale della villa (corrispondente
approssimativamente all'attuale ala sud-ovest , quella che è compresa fra il torrente
Marina e la prima torre, con esclusione della cappella) era costituito da un palagio
fortificato realizzato all'inizio del XIV secolo. La prima menzione di una casa situata in
luogo detto alla Marina è in una carta del 1305. La proprietà appartiene fin dalla
seconda metà del Duecento alla famiglia dei Tornaquinci. È possibile che siano stati gli
stessi Tornaquinci a costruire le prime mura della villa della Marina ed a fortificarle
con torri in maniera tale da farle assumere le caratteristiche di un vero e proprio
presidio militare durante le lotte fra Guelfi e Ghibellini. La villa della Marina, a
seguito della sconfitta ghibellina, subisce vessazioni e saccheggi. Le opere di
rafforzamento militare vengono distrutte e le torri sono scamozzate. Fin dall'inizio del
XV secolo la villa viene acquistata dalla famiglia Del Sodo, che intraprende lavori di
ristrutturazione e ricostruzione compiuti nel 1427. Nel periodo è pressoché completata
l'ala Sud, con una piccola cappella successivamente ampliata. Il complesso fu poi
acquistato dalla famiglia Spinelli verso il 1460. Nel 1534 fu ceduto ad Ottaviano dei
Medici ed a sua moglie Francesca Salviati. L'acquisto dette il via a nuovi ed importanti
lavori di modifica del complesso. I due corpi di fabbrica esistenti vennero uniti in un
solo edificio, circondato da un giardino che ne rendesse più pregevole l'aspetto. La
villa fu ingrandita, fu realizzato un portico a colonne nel cortile interno della
costruzione ed al primo piano fu realizzato un lungo loggiato che attraversa tutta la
fattoria, da torre a torre.
Lo spostamento, di quegli anni, del corso del torrente Marina portò lo stesso a lambire
il lato nord-ovest della villa e per questo si resero necessarie opere di consolidamento
dei manufatti; comunque si dovettero registrare ingenti e reiterati danni causati alla
villa ed alle sue parti per inondazioni successive a "rotture" del corso
d'acqua. In allegato ad un rapporto datato 1557, depositato all' Ufficio dei Fiumi, è
riportata quella che si ritiene essere la prima rappresentazione planimetrica
dell'edificio: una struttura ad "L" con ampio vano d ingresso, vari saloni
di rappresentanza ed un loggiato interno. Dei tre figli di Ottaviano, solo
Bernadetto
eredita 1 intera proprietà campigiana, ma dovendo partire per Napoli nel 1570 egli
vende tutto ad un nobile spagnolo, primo nobiluomo di Cosimo de' Medici, Don Antonio
Ramirez de Montalvo. Dopo l'acquisto, la villa viene nuovamente restaurata per assumere le
caratteristiche esterne che ha mantenuto fino ai giorni nostri, la facciata sud-ovest è
completamente rimaneggiata ed al piano terra viene inserita una lunga serie di finestre
con mensole in pietra ed inferriate. Viene ricostruito il portale d'ingresso e sull'arco
di volta compare lo stemma Montalvo. Il giardino viene recintato da un alto muro e vengono
realizzati due cancelli; il principale è posto di faccia al portone della Villa, il
secondario è collocato dalla parte Est del giardino. Infine si scava anche un nuovo pozzo
al centro del cortile interno, ingentilito da una colonna in pietra serena sormontata da
un leone scolpito. Frattanto, la cronaca delle inondazioni della Marina si ripete per
tutto il Seicento: grosse alluvioni che arrecano rilevanti danni alla fattoria si hanno
nel 1629, 1631, 1652, 1656 e 1688. Il Settecento vede ancora i Montalvo proprietari
assoluti della tenuta, ma essendo venuto a mancare, alla morte di Antonio, un erede
diretto, i fratelli Antonio, Leone e Ferdinando ne sono compro-prietari
contemporaneamente. Tale condizione non arreca certo vantaggi alla fattoria di Campi, la
quale nonostante l'incremento annuo della rendita agricola, è sempre più trascurata. Nel
1 760, dopo la morte degli altri fratelli, Don Ferdinando diventa l'erede universale dei
Ramirez: amante della campagna e della caccia, egli farà della villa la sua fissa dimora,
dedicandosi esclusivamente al riassetto ed al buon andamento della fattoria, che 1ui
stesso fa restaurare. Le terre, sotto la sua amministrazione, cominciano a rendere
nuovamente ed ha così iniziò tutta una serie di innovazioni in campo agrario tali da
trasformare in vera e propria fattoria la proprietà della Marina.
Si costruirono le serre, il "grotto", si ricostituisce la macchia di alberi
lungo il greto del torrente, tanto da divenire un' autentica "ragnaia", dove si
può cacciare quasi ininterrottamente per l'intero anno.
Gli esterni della villa vengono impreziositi con decorazioni e sculture in terracotta e
pietra serena: anfore, levrieri, leoni vengono posti sui pilastri dei cancelli e sui muri
di cinta, numerose conche di limoni vanno a delimitare i vialetti del giardino chiuso
"all' italiana" e si piantano nuove specie arboree molto pregiate (come la
magnolia). All' interno della villa si decorano soffitti e cornici e si arricchiscono i
saloni con grandi camini. Sul finire del 1768 si dà inoltre inizio ai lavori di
costruzione della nuova cappella di famiglia, (al posto dell' antico oratorio), ottenendo
una vera e propria chiesa addossata alla villa.
Alla morte del marchese Ferdinando Ramirez de Montalvo, nel 1790, la proprietà passa in
successione al
primogenito Ferdinando, Don Bernardino con il quale prosegue la buona
gestione della fattoria. A lui succede nel 1817 il figlio Antonio, e nel 1846 ne diventa
crede Lorenzo, ultímo diretto discendente dell'antica famiglia dei Ramirez. Esauritasi la
linea maschile della famiglia Montalvo, la villa di Campi passa in eredità alle due sole
figlie di Bernardino, Eleonora e Giulia. Nel 1838 l'ultima esponente della famiglia
Montalvo sposa Felice Matteucci, l'inventore del motore a scoppio e la famiglia Matteucci
ne conserva la proprietà fino al 1921 quando la villa viene acquistata dal fattore che la
dirige, Gíovanni Fratini, che ne potenzia l'attività agricola. Nel 1941 la villa è
ceduta all' industriale milanese Walter Pauly, la cui famiglia conserva la proprietà fino
al 1974, anno in cui La Montalvo viene ceduta ad una società. Dal 1984 il Comune di Campi
Bisenzio acquisisce la proprietà dell'edificio della villa con limonaie e giardino.
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