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1 Che cos'è la nonviolenza

" Da cosa si riconosce il nonviolento ?
Dal fatto che è gentile e dolce? Dal fatto che dice sempre sì, sì?
Ebbene, no!
Dalla sua pazienza, dalla sua calma imperturbabile?
No, perché non basta, per essere nonviolento, non essere violento.
E' nonviolento chi mira alla coscienza.
E se per colpire la coscienza dei furibondi solo la calma conviene, li stupirà con la sua umile serenità sotto gli insulti e se per scuotere gli inerti, vanno meglio le grida, le ingiurie e i colpi, troverà il coraggio della collera.
E' capace di scherno e di provocazione se vede l'avversario rischiare di scambiare il rispetto che gli testimonia per adulazione e amabilità.
E' capace di aggressione. La nonviolenza è più legittima e pura quando non è difensiva. Il nonviolento premedita il suo attacco e si mette in cammino, prende la nave o il treno per recarsi sul luogo in cui viene commessa l'atrocità o l'abuso e per portare la sua testimonianza, elevare la sua protesta, creare l'incidente o lo scandalo.
Il nemico lo si serve, lo si onora, lo si salva, combattendolo.
E il combattimento lo si porta fino in fondo, il che non è la vittoria, non è il bottino, è la riconciliazione."

In: Lanza del Vasto, Che cos’è la nonviolenza, Jaca Book, Milano 1990.

[Approfondimento sul pensiero di Lanza del Vasto]

Esiste un filo invisibile che unisce le riflessioni sulla disobbedienza civile di Thoreau, il percorso spirituale di Lev Tolstoj maturo e le lotte nonviolente per la liberazione dell'India condotte da Gandhi: la nonviolenza.
Un termine insufficiente per rappresentare una modalita' d'azione orientata al cambiamento sociale che parte da una rivoluzione personale: il mettere al centro in maniera definitiva la ricerca della Verita'; una Verita' ricercata continuamente attraverso la relazione con l'altro, con il diverso, giocata sul filo del conflitto. Vivere i conflitti che nascono inevitabilmente dal confronto autentico di punti di vista diversi, scoprendo modi creativi per risolverli, tenendo in alto la dignita' della persona e il rispetto della vita.

Da questo filo esile nascono le riflessioni, le ricerche e le sperimentazioni che hanno dato vita alle scienze della pace: anche in Italia sono stati avviati corsi universitari per formare figure capaci di intervenire nelle situazioni di conflitto e facilitare soluzioni nonviolente, sia a livello macro (conflitti internazionali) che micro (conflitti interpersonali).

Il mondo di oggi e' minacciato da una parte dalla catastrofe sociale, dall'altro da quella ecologica: lo spaventoso divario economico che divide il 20% ricco che possiede l'86% delle risorse del pianeta dal resto della popolazione che deve lottare per le briciole costretta alla miseria e' alla base dei conflitti dei paesi del Sud del mondo (basti pensare all'Africa) ed e' il terreno di coltura in cui affonda le radici il terrorismo; la catastrofe ecologica e' annunciata dai rapidi cambiamenti che il clima sta subendo negli ultimi anni, tutti gli studi dimostrano che il nostro stile di vita consumista sta minando le basi stesse della vita. Stiamo consegnando alle generazioni future un pianeta in cui le terre produttive e le foreste vergini si stanno riducendo rapidamente a causa dello sfruttamento selvaggio; stiamo inquinando irreparabilmente l'acqua e l'aria stessa.

L'umanita' ha sperimentato su di se' l'orrore delle guerre mondiali e ha rifiutato, con la nascita delle Nazioni Unite, la loro logica distruttiva. Ma oggi, di fronte ai conflitti terribili che la crisi sociale e ambientale ha fatto esplodere, ecco riaffacciarsi la guerra: la tentazione di utilizzare le armi per garantirsi l'accesso alle risorse strategiche (petrolio, acqua...).

Abbiamo di fronte una scelta netta: se scegliamo di mantenere a tutti i costi i nostri livelli di vita e di consumo, strada scelta esplicitamente dall'attuale amministrazione Bush, questa e' la via della guerra; ma possiamo anche scegliere la via della pace, accettando inevitabilmente di rivedere i nostri stili di vita in nome di una sobrieta' che diventi giustizia per tutti.

In questi termini la nonviolenza diventa, come avevano predetto i grandi maestri del passato, non solo un'alternativa morale alla cultura di guerra che ha seminato morte e distruzione nel '900, ma l'unica prassi politica capace di confrontarsi attivamente con le sfide che il mondo moderno pone.

Lanza del Vasto

I Maestri

Lanza del Vasto
Gandhi
Martin Luther King
• Henry David Thoreau
Danilo Dolci
Aldo Capitini

• approfondisci il pensiero dei grandi nonviolenti sul sito del Movimento Nonviolento www.nonviolenti.org

Nella nostra libreria sono a disposizione un sacco di testi dei grandi maestri.



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