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Laboratorio Terra

orto

Il Laboratorio Terra ha come scopo quello di promuovere un rapporto armonico tra l'uomo e il suo ambiente tramite la Permacoltura.

Ma cos'è la Permacoltura ?
Un termine coniato da due ricercatori, Bill Mollison e David Holmgren, che si riferisce ad un modo di progettare un luogo abitato da esseri umani che sia veramente ecologico, nel senso che consumi più possibile l'energia che il luogo stesso produce e che riduca a zero i rifiuti prodotti.
Un modo di vivere che si basa sull'osservazione del luogo e degli equilibri in cui andiamo ad inserirci, cercando di non sconvolgerli ma di assecondarli al fine di moltiplicare la vita e non di distruggerla. Un modo di lavorare "con" invece che "contro" la natura; di osservare a lungo e attentamente piuttosto che operare in modo continuo e distratto, di considerare le piante e gli animali in tutte le rispettive funzioni invece di trattare ciascuno di loro come un sistema produttivo separato.

Un lavoro di ricerca e di sperimentazione continua per trovare soluzioni ecologiche che possano essere applicate su larga scala, partendo dal presupposto che una soluzione che non sia applicabile per tutti non è una soluzione, ma una via di fuga. Sarebbe possibile convertire da oggi tutta l'agricoltura mondiale con la tecnica dell'agricoltura biologica ? Dove prenderemmo le ingenti quantità di concimi organici che l'agricoltura biologica utilizza ?

Partendo da queste domande stiamo cercando di applicare tecniche che si propongono di rispondere a queste domande.

Il Testo di Bill Mollison e David Holmgren, Permacoltura, Ed. Quaderni d'Ontignano è in vendita presso la nostra biblioteca

Cosa facciamo in pratica:

Agricoltura Naturale
Orto Sinergico
Fitodepurazione
Toilet Compost
Energia dalla legna
La casa di legno paglia e argilla

Agricoltura Naturale

"Anche la terra, libera da canoni, non violata dalla zappa, né ferita dall’aratro, donava tutto da sé"
Ovidio - Metamorfosi
"Prepara le palline d'argilla e la Natura ti insegnerà"
Masanobu Fukuoka

pallineargilla

L' agricoltura naturale, chiamata anche agricoltura del non-fare, è un metodo sviluppato da Masanobu Fukuoka, un microbiologo giapponese che dagli anni '40 ha cominciato ad applicare all' agricoltura alcune sue intuizioni che dimostrano l' inutilità e dannosità delle tradizionali e delle moderne pratiche agricole.
Coltivare in modo naturale significa creare una grande biodiversità;
i principi di questo metodo sono: non arare, non diserbare, non concimare, non usare pesticidi, non potare.
Evitando le lavorazioni e seminando una grande varietà di piante la fertilità del terreno aumenta stagione dopo stagione.
Quindi se vogliamo coltivare un orto-frutteto, semineremo assieme cereali, ortaggi, leguminose, fiori, arbusti, alberi da frutto e forestali.
Al momento della semina i semi non vengono sotterrati, ma avvolti in uno strato di argilla, creando così delle palline che li contengono.

argilla

L'argilla protegge il seme da roditori insetti uccelli formiche, fino al momento della germinazione.

pallineargilla2

Il lavoro principale consiste nel seminare, e falciare l'erba subito dopo.
Questa tecnica per proteggere i semi si usa per fare agricoltura e anche per rinverdire deserti, zone aride o bruciate ; l' importante è seminare una grande varietà.
Nel nostro terreno stiamo eseguendo delle semine attorno all'orto per valutarne i risultati.

seminatrice

Al CPA Firenze Sud c'è il Labotario di agricoltura naturale Semi Liberi per preparare le palline d'argilla e organizzare semine. Per informazioni 0574-984101 Lorenzo.

Per approfondire visita il sito www.seedballs.com o consulta i libri di Masanobu Fukuoka “La rivoluzione del filo di paglia” e “La fattoria biologica”, presenti nella nostra biblioteca.

Orto Sinergico

ortosinergico2

Nel marzo 2002 abbiamo installato un grande orto con la tecnica Sinergica elaborata da Emilia Hazelip, agricoltrice e ricercatrice spagnola recentemente scomparsa.

Cos'è un orto sinergico?
E' un orto a tutti gli effetti in cui si possono coltivare praticamente tutte le specie di piante che crescono negli orti tradizionali ma in cui non si ara nè si zappa il terreno,
non si concima nè con concimi organici nè tantomeno chimici. E i risultati sono paragonabili a quelli di un normale orto biologico !

Ma perché si deve coltivare senza arare?
Tutto inizia dall'osservazione di Masanobu Fukuoka, microbiologo giapponese, che negli anni '30 intuì che il danno maggiore che infieriamo alla terra sta proprio nella tecnica dell'aratura che va a sconvolgere l'equilibrio biologico che si crea tra le piante e il suolo e che è responsabile della fertilità del suolo.
La sua intuizione partì proprio dall'osservazione del fatto che la natura è in grado, se lasciata a sè stessa, di produrre frutti abbondanti e vari senza diminuire affatto la fertilità della terra. Solo quando l'uomo coltiva si crea una diminuzione progressiva della fertilità che rende obbligatoria la fertilizzazione esterna.

Ma come si crea la fertilità del suolo?
Sappiamo tutti che un suolo fertile è ricco di humus, quel miscuglio di terra e materia organica in decomposizione popolata da milioni di batteri. Sono loro i veri responsabili della fertilità, insieme ai lombrichi e a tanti altri animaletti e funghi.

lombrico

Cosa succede quando ariamo la terra?
L'ingresso sottosuolo di una grande quantità di ossigeno dovuta all'aratura brucia immediatamente la stragrande maggioranza dei batteri che popolano lo strato superficiale del terreno, compromettendone, anno dopo anno, la fertilità.

In realtà è il complesso pianta-suolo che crea la fertilità, senza necessità di interventi ulteriori. Si tratta di riuscire a coltivare senza disturbare l'azione della natura.

I principi dell'agricoltura sinergica sono:

1 non lavorare la terra (non arare nè zappare);
2 non compattare il suolo;
3 non concimare;
4 piantare e seminare in ogni aiuola almeno tre specie diverse di piante;

Ma come si può mantenere il suolo morbido per seminare se non si zappa e non si ara?

ortoarato    ortobancali

ortobancali2    ortobancali3

ortobancali4

Al momento dell'impianto dell'orto si ara il terreno e si realizzano dei bancali sopraelevati raccogliendo la terra dai passaggi e riportandola in queste aiuole che saranno alte circa 20 cm, larghe 120 cm e lunghe massimo 400 cm. Dividendo nettamente la zona dove si cammina e lavora da quella dove crescono le piante si evita di compattare il suolo, inoltre si mantiene la terra sempre ricoperta da uno spesso strato di pacciamatura (paglia o foglie morte) che protegge l'umidità del suolo, combatte la crescita delle erbe spontanee e soprattutto evita l'effetto di compattamento del suolo ad opera della pioggia battente.

ortopacciamatura

La pacciamatura ha la stessa funzione che hanno le foglie morte in un bosco di castagno: proteggere la fertilità del suolo dal dilavamento della pioggia, mantenere l’umidità nei periodi estivi e il calore del terreno nei periodi invernali; inoltre rallenta la crescita delle erbe spontanee.

Cosa si semina nell'aiuola?
In ogni aiuola devono esserci almeno tre specie di piante per mantenere una grande varietà biologica. La varietà è il primo antidoto contro le malattie delle piante, che non riescono a diffondersi così come nella monocoltura; inoltre impedisce che il prevalere di una sola specie di pianta esaurisca le sostanze nutritive del suolo.

ortopiante

ortopiante2

E' proprio in questo senso che questa agricoltura è chiamata sinergica: sfrutta la sinergia che nasce tra le diverse piante per mantenere la fertilità e combattere le malattie.
Si seminano sempre le leguminose (baccelli, fagioli, piselli, ceci, lenticchie...) che hanno la capacità di fissare l'Azoto atmosferico (principale nutrimento delle piante dal suolo) tramite un batterio che cresce nelle loro radici.
Sui fianchi del bancale si mettono sempre le liliacee (aglio, cipolla, scalogno, porro) che hanno la caratteristica di tenere lontani i batteri.
Sul centro del bancale si pianta ogni altra verdura che si vuole, stando attenti a mantenere la giusta distanza tra pianta e pianta.
Le piante a sviluppo verticale come i pomodori o i fagioli devono salire in alto per evitare di togliere luce alle piante che cresceranno sotto, quindi si possono usare le tipiche canne seccate oppure dei supporti ad arco ricavati infilando nel terreno dei tondini di metallo di quelli che si usano nei cantieri edili, i fagioli si arrampicano benissimo dando vita ad un tetto vegetale bellissimo, e i pomodori si possono legare ai supporti con dello spago.

rampicanti

E’ importante coltivare anche fiori nel bancale, come ad esempio la calendula che ha una potente attività antibatterica, o il nasturzio, o il piretro che tiene lontane le formiche.

calendula

Nel nostro orto c’è una grande presenza di insetti e animaletti (lucertole, ragni, ecc…) segno di una grande varietà biologica che difficilmente si trova in un suolo perturbato (tipo un orto tradizionale), questa varietà è il più potente antidoto contro le malattie.

biodiversita

Come si irriga?
In climi temperati come il nostro, in cui le estati sono lunghe e secche è necessario annaffiare le piante quando non piove da molto. Il modo migliore e che alla fine porta via meno tempo è quello di installare un sistema di irrigazione goccia a goccia che rimarrà permanentemente nell'orto visto che le aiuole sono permanenti. Si dispone direttamente sulla terra un tubo di 16 mm di diametro lungo il centro del bancale a formare un anello e si praticano dei fori con un punteruolo ogni 15 cm. Poi si ricopre con la pacciamatura. In questo modo la caduta dell'acqua evita di compattare il suolo, come accadrebbe invece se si annaffiasse dall'alto. Inoltre l'acqua viene protetta dalla paglia e evapora più lentamente.

Come ci si comporta con le erbe spontanee?
Non potendo zappare siamo costretti a togliere le erbe spontanee a mano, strappandole o tagliandole alla base. Questo è un lavoro lungo ma via via che lo si fa, si riduce sempre più, anno dopo anno, la quantità di erbe che ricrescono, questo soprattutto se ci preoccupiamo di rinnovare sempre la pacciamatura e di seminare e piantare in maniera intensiva le piante eduli. In luoghi dove si ha poca acqua il fatto di avere una grande varietà di radici nel suolo aiuta mantenere l'umidità al suolo e a combattere l'evaporazione, sarà quindi consigliato di lasciare un pò di erbe spontanee dove non abbiamo seminato altre piante, cercando di controllare lo sviluppo della parte verde.

E come sono i prodotti?
Inizialmente, soprattutto in un suolo impoverito, non possiamo aspettarci raccolti troppo abbondanti, se il sistema entra in regime avremo però un aumento progressivo della fertilità e quindi dei raccolti. Ce da dire che se lasciamo crescere la pianta senza concime esterno, nè biologico nè chimico, seguirà il suo naturale tempo di sviluppo e quindi darà il meglio del suo sapore, provare per credere !

ortofrutti1

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Venite a visitare il nostro orto sinergico in produzione !
Facciamo visite guidate con esperienze pratiche per bambini ed adulti.
Leggi l'approfondimento su "I segreti del suolo vivente" in cui Alan Smith, microbiologo australiano, dimostra come arare la terra danneggia i cicli nutritivi del suolo (link all'articolo segretisuolo.txt)

Fitodepurazione

L'estate 2004 abbiamo realizzato un impianto di fitodepurazione che sfrutta l'effetto depurante di alcune piante lacustri per ripulire le acque reflue dell'abitazione. L'acqua scura che esce dalla fossa biologica viene condotta ad una vasca impermeabile dove sono impiantate le piante fitodepuranti (piante di lago come canna, tipha, giunco ecc... ) su di uno strato di ghiaia e terra. L'acqua che esce puo' essere impiegata direttamente per l'irrigazione dato che le piante riescono a depurarla completamente.

fitodepurazione1

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Questo e' un sistema riconosciuto dalla ASL che rappresenta un'alternativa ecologica ad impianti di depurazione chimica che sono molto energivori (usano cloro ed un motore elettrico sempre in movimento).
E' importante controllare il tipo di saponi che si usano in casa, privilegiando quelli ad alta biodegradabilita' (noi ci riforniamo da La citta' ecologica, produttore di Pistoia) e non eccedere mai nell'uso altrimenti le piante potrebbero risentirne.

[per approfondire]

Toilet Compost

toilet

Parlare di deiezioni umane suscita spesso ilarità piuttosto che riflessione; eppure è fondamentale perché è la conclusione del principale ciclo vitale dell’uomo: quello della nutrizione.
L’essere umano non è un pesce, ma è l’unico animale terrestre che abitualmente esplica i suoi bisogni nell’acqua, senza chiedersi cosa questo significhi per la salute di tutte le forme di vita (compreso l’uomo). Inoltre la risorsa idrica è una di quelle minacciate dal nostro stile di vita, risparmiare e acqua e non inquinarla è fondamentale per il futuro.
Abbiamo pensato di costruire un compost toilette all’aperto, utilizzando pali di castagno, vecchi pancali e un’asse di legno come seduta. Questo bagno a secco è del tutto ecologico: non usa e quindi non inquina l’acqua ma paglia e seghatura per coprire le feci, quindi attraverso i normali processi aerobici di compostaggio rende una risorsa ciò che prima era un rifiuto. L'importante è che le feci rimangano fuori dal livello del suolo (quindi la seduta deve essere rialzata) in modo che l'aria possa penetrare ed asciugarle rapidamente. La fermentazione anaerobica (cioè in mancanza di ossigeno) che avviene nella classica "buca" è responsabile del cattivo odore delle antiche latrine. Con questo metodo invece le feci perdono rapidamente l'umidità e quindi il cattivo odore. Noi abbiamo provato e... funziona !

[per approfondire]

Energia dalla legna

Il maggior consumo di energia che abbiamo nelle nostre case è per il riscaldamento. Il secondo per scaldare l'acqua.
Abbiamo installato una termocucina a legna che, oltre a dare la possibilità di cucinare a legna sulla piastra e nel forno, fornisce acqua calda ai radiatori e ai rubinetti dell'acqua. Tutto questo ad un bassissimo impatto ambientale visto che la legna quando viene bruciata rilascia anidride carbonica ma molto meno di quella che ha assorbito durante la crescita dell'albero, non vi è quindi emissione netta di anidride carbonica. Inoltre i nostri boschi di castagno abbandonati sono pieni di alberi morti che rimangono a macerare nel suolo, bruciandoli si ripulisce il bosco e si lascia più spazio alle piante vive.

Oggi si trovano moderne stufe a legna e a pellets, dei cilindri fatti da scarti di legno concentrato, che hanno un ottimo rendimento e impatto ambientale nullo.

Impronta ecologica

Consumo di 10 litri GPL per riscaldamento = 784 metri quadrati
Consumo di 10 m cubi di metano per riscaldamento = 582 metri quadrati
Consumo di equivalente legna o biomassa = 0 metri quadrati

La casa di Legno, Paglia e Argilla

Nell'inverno del 2006 abbiamo cominciato a pensare a come utilizzare una quantità di tronchi di abete che avevamo a disposizione nel nostro bosco di Gricigliana. E' da questa esigenza che è nato il progetto di Bioedilizia Casa di Paglia. Claudio Franco, il nostro architetto, ha realizzato subito il progetto di una piccola casa con la struttura a palafitta, con la funzione di abitazione/foresteria. I muri a tamponamento sarebbero stati di balle di paglia, intonacate con argilla pura. Il Comune di Cantagallo ha autorizzato la costruzione in area verde, sia per la biodegradabilità completa dei materiali che compongono la casa e sia per la struttura a palafitta che non ha previsto la realizzazione né di fondazioni né di movimento terra.
Questo tipo di strutture sono utilizzate da anni in nord europa, hanno un rendimento termico eccezionale, sono completamente biodegradabili, molto economiche nella realizzazzione, e soprattutto sono alla portata di tutti, vista la facilità con cui si impara il metodo di costruzione con le balle di paglia. Il progetto si è ispirato a due libri, il primo si chiama “La casa di legno” pubblicato dalla LEF, il secondo “La casa di paglia” di Barbara Jones.
Abbiamo così cominciato la realizzazione della casa, su una base di 5 metri per 9, con un'altezza allo spiovente di 3,5 metri. Nella prima estate abbiamo realizzato la struttura portante, lavorando in 2 persone nei sabati d'estate. In agosto abbiamo fatto un campo di lavoro con il Mir (Movimento Internazionale per la riconciliazione) in cui abbiamo realizzato la prima parte del muro con le balle di paglia. Questa tecnica ci è stata insegnata da Enzo dell'associazione Basilico (www.basilico.org), che per prima aveva realizzato una casa di paglia nel territorio della Provincia di Prato. In una mattinata abbiamo imparato i rudimenti della costruzione in balle di paglia e la realizzazione dell'intonaco in argilla. Nei mesi successivi abbiamo terminato il muro e un primo strato di intonaco.
casa di legno big

La realizzazione del progetto è stata fatta tutta da persone non esperte, con nessuna esperienza del genere alle spalle, in meno di 45/50 giornate lavorative.
Nell'autunno del 2009 Gianna e Massimo hanno chiesto di poter dormire nella casa di paglia, hanno così provveduto a concludere l'intonaco d'argilla e hanno cominciato a dormirci proprio nel freddo inverno 2009.
La costruzione in balle di paglia rappresenta un alternativa ecologica ed economica che dovrebbe essere diffusa sui nostri territori, anche e soprattutto, nella versione a pali autoportanti come la nostra, per realizzare insediamenti temporanei in aree verdi senza danneggiare il suolo con il cemento. Si può dire che costruire una casa in paglia, legno e argilla sia il miglior modo per vivere un luogo rispettando la terra.

Info sulle case di paglia www.laboa.org



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